Il racconto di Borges

Pubblicato: 7 luglio 2017 in navigazioni, Racconti scritti sui polsini
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Ho letto alcuni racconti di Borges, di quelli che fanno venire il mal di testa.
Il più cervellotico e complicato è quello composto da una singola pagina bianca non corrotta dall’inchiostro e dal pensiero. Ha il colore della luce che contiene in sé tutti i colori e dietro le tende cela un labirinto non percorso da passi di uomo.
Ho faticato a vederlo dietro le tende serrate e ancor più nel bianco incorrotto della pagina. Ho dovuto chiudere gli occhi, e ancora adesso mentre ricordo li tengo chiusi.
Al centro del labirinto che era una pagina bianca c’era una parete illuminata dal riflesso del foglio. A stento sono riuscito a leggere quello che c’era scritto, e che costituiva tutto il racconto. Un’unica frase, all’interno della stanza più interna del labirinto: “Voglio tornare bambino e imparare a giocare”.
Ho chiuso gli occhi per vedere se ci fosse una frase successiva e continuo a tenere gli occhi chiusi adesso nel ricordo. Il racconto finiva lì e nella pagina seguente ne iniziava un altro.
Provando a rileggerlo non ho più trovato la frase scritta sulla parete bianca del labirinto celato dalle tende al centro della pagina bianca.
Apro gli occhi e il racconto resta immutato. Il labirinto al centro della pagina, il libro in alto a sinistra nello scaffale della libreria ed io ancora al di qua della soglia di casa ancora esito a giocare.

Albero-Chiara-Ferrin

Giardini Ducali di Modena – Foto di Chiara Ferrin

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